Categoria: Affitto breve

  • Novità sull’imposta di soggiorno a Torino nel 2026: cosa cambia e come incide sul turismo

    Novità sull’imposta di soggiorno a Torino nel 2026: cosa cambia e come incide sul turismo

    Aumento delle tariffe: una stangata per il 2026

    Nel 2026 a Torino l’imposta di soggiorno subirà un aumento deciso rispetto agli anni precedenti. La delibera comunale approvata dal Consiglio comunale prevede un incremento delle tariffe applicate ai visitatori che pernottano nelle strutture ricettive della città, comprese alberghi, residenze turistico-alberghiere e bed & breakfast. In media, la tassa sarà maggiorata di circa 70-80 centesimi a notte per la maggior parte delle categorie.

    Questo adeguamento mira a generare maggiori entrate per il Comune — si prevede infatti che l’aumento porti a circa 3,7 milioni di euro di entrate extra nel 2026 — risorse che potranno essere destinate a progetti turistici, servizi urbani e miglioramenti infrastrutturali legati all’accoglienza.

    Tariffe più alte per affitti brevi e Airbnb

    Una delle novità più discusse riguarda chi gestisce alloggi in locazione breve (come Airbnb, Booking e simili). Per queste tipologie di strutture, l’imposta di soggiorno aumenterà in modo più consistente rispetto agli hotel tradizionali. In base alla delibera, gli host dovranno applicare una tassa di 3,80 € al giorno per persona, un rialzo sostanziale rispetto agli 2,30 € precedenti.

    Questa decisione ha già suscitato proteste da parte di proprietari e gestori, che evidenziano come l’aumento possa gravare significativamente sulle famiglie in visita o su chi soggiorna più notti nella città.

    Nuova regola sul limite di pernottamenti

    Un’altra importante modifica riguarda il calcolo dei pernottamenti soggetti all’imposta. In passato il limite veniva considerato su base trimestrale, il che poteva risultare penalizzante per chi rimanesse in città per lavoro o per periodi prolungati. La nuova normativa comunale invece prevede che il limite massimo di notti tassabili sia calcolato su base annuale, favorendo così soggiorni più lunghi senza incorrere in una tassazione aggiuntiva.

    Impatto su turisti e settore alberghiero

    • Per i visitatori: l’aumento dell’imposta significa che soggiornare a Torino nel 2026 costerà di più, soprattutto per chi alloggia in case vacanza o in strutture extralberghiere.
    • Per gli alberghi: l’incremento maggiore per i bed & breakfast e gli affitti brevi può influire sulle scelte dei viaggiatori e sulla competitività di Torino rispetto ad altre città italiane.
    • Per gli host privati: la reazione è contrastata, con alcuni operatori che giudicano l’aumento sproporzionato, soprattutto per soggiorni di più giorni consecutivi.

    Perché l’aumento è stato deciso

    Secondo l’Amministrazione comunale, l’incremento dell’imposta di soggiorno nel 2026 serve a sostenere investimenti strategici legati al turismo, alla valorizzazione culturale e alla manutenzione dei servizi cittadini. L’obiettivo è utilizzare i maggiori introiti per migliorare l’esperienza dei visitatori e rafforzare l’offerta turistica di Torino come destinazione di rilievo.

  • Differenze tra affitto breve e B&B: guida completa a case vacanze, B&B e affittacamere

    Differenze tra affitto breve e B&B: guida completa a case vacanze, B&B e affittacamere

    Quando si parla di differenze tra affitto breve e B&B molti proprietari fanno confusione tra locazione turistica, casa vacanze, B&B e affittacamere. In realtà si tratta di formule giuridiche e fiscali diverse, che comportano obblighi, tasse e modalità di gestione molto differenti tra loro.

    Differenze tra affitto breve e B&B, case vacanze e affittacamere spiegate in modo semplice
    Affitto breve, B&B, casa vacanze e affittacamere: quattro modelli diversi di ospitalità extra-alberghiera.

    In questa guida, pensata per chi vuole mettere a reddito un immobile o migliorare la gestione delle proprie strutture su Affitto Breve BnB, analizziamo in modo pratico le differenze legali, fiscali e finanziarie tra case vacanze, B&B e affittacamere, con un focus particolare sugli affitti brevi e sulle novità introdotte negli ultimi anni.

    Affitto breve, B&B, casa vacanze e affittacamere: definizioni di base

    Prima di entrare nel dettaglio delle differenze tra affitto breve e B&B, è utile chiarire i concetti chiave che spesso vengono usati come sinonimi ma che, dal punto di vista normativo, non lo sono affatto.

    • Affitto breve / locazione turistica: contratto di locazione di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa, finalizzato a soddisfare esigenze abitative temporanee di turisti o viaggiatori. Rientra nella disciplina delle locazioni brevi prevista dal D.L. 50/2017 e successive modifiche, con possibilità di applicare la cedolare secca.
    • Casa vacanze (CAV): struttura extra-alberghiera formata da uno o più appartamenti arredati, gestita in modo organizzato e destinata all’affitto temporaneo a fini turistici. Può essere gestita in forma occasionale o imprenditoriale, a seconda della normativa regionale.
    • B&B (Bed and Breakfast): attività di ospitalità a conduzione familiare svolta nell’abitazione di residenza del titolare, con un numero limitato di camere e l’obbligo di fornire la colazione. Di norma è classificata come attività non imprenditoriale se svolta in modo saltuario, ma le regole dettagliate dipendono dalle leggi regionali.
    • Affittacamere: struttura extra-alberghiera che mette a disposizione una o più camere (di solito fino a 6, in uno o due appartamenti dello stesso stabile) con servizi di pulizia, cambio biancheria e, in alcuni casi, somministrazione di pasti. È sempre attività imprenditoriale, con obbligo di partita IVA e iscrizione alla Camera di Commercio.

    Tutte queste formule rientrano nel macro-mondo dell’ospitalità extra-alberghiera, ma non sono intercambiabili: scegliere quella sbagliata può portare a sanzioni, controlli fiscali e problemi con il Comune o la Regione.

    Differenze tra affitto breve e B&B: inquadramento legale

    Le differenze tra affitto breve e B&B emergono subito se guardiamo alla natura del rapporto contrattuale e all’inquadramento giuridico dell’attività.

    Affitto breve: un contratto di locazione

    L’affitto breve è innanzitutto un normale contratto di locazione abitativa, solo più corto nel tempo. Non prevede servizi tipici delle strutture ricettive (colazione, pulizie giornaliere, reception, ecc.), ma solo la messa a disposizione dell’immobile arredato. Proprio per l’assenza di servizi alla persona, viene inquadrato come locazione e non come attività ricettiva.

    In pratica, con l’affitto breve:

    • non sei tenuto a rilasciare fattura (salvo casi particolari), ma una ricevuta non fiscale sul canone incassato;
    • non offri colazione, ristorazione o servizi alberghieri strutturati;
    • non hai obbligo di residenza nell’immobile locato;
    • sei comunque tenuto alla comunicazione degli alloggiati alla Questura e, se prevista, al pagamento dell’imposta di soggiorno.

    B&B: attività ricettiva a conduzione familiare

    Il B&B, invece, è una vera e propria attività ricettiva a carattere familiare. Anche se spesso viene considerato “più semplice” di un hotel, comporta obblighi precisi:

    • apertura tramite SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune;
    • obbligo di residenza del titolare nella struttura;
    • offerta della prima colazione e, in base alla normativa regionale, di eventuali altri servizi;
    • rispetto delle regole igienico-sanitarie (HACCP) per la somministrazione di alimenti;
    • periodo di chiusura obbligatoria in molte regioni (es. almeno 90 giorni l’anno).

    Dal punto di vista legale, quindi, la differenza chiave è che l’affitto breve rimane una locazione, mentre il B&B è un’attività ricettiva regolata da norme regionali sul turismo.

    Case vacanze: la via di mezzo tra affitto breve e B&B

    Le case vacanze si collocano a metà strada tra la locazione turistica pura e le strutture ricettive più strutturate. A seconda della Regione, possono essere gestite in forma non imprenditoriale (come estensione dell’affitto breve) o come vera attività d’impresa con partita IVA, SCIA e requisiti tecnici specifici.

    Rispetto al B&B:

    • non prevedono somministrazione della colazione;
    • non richiedono la residenza del proprietario nella struttura;
    • possono essere gestite anche a distanza, spesso con sistemi di self check-in e domotica.

    Rispetto all’affitto breve, la casa vacanze tende ad avere una connotazione più “professionale”: spesso include più unità immobiliari, un marchio riconoscibile e processi gestionali strutturati (channel manager, procedure standard, automazioni per il check-in, ecc.).

    Affittacamere: quando l’ospitalità diventa impresa

    La figura dell’affittacamere rappresenta il gradino successivo in termini di professionalità. Qui le differenze con affitto breve e B&B sono ancora più marcate.

    L’affittacamere è sempre un’attività imprenditoriale:

    • richiede apertura di partita IVA e iscrizione alla Camera di Commercio;
    • prevede l’obbligo di emettere fatture o ricevute fiscali per ogni soggiorno;
    • impone la tenuta di una contabilità, anche semplificata o in regime forfettario;
    • consente un numero di camere normalmente compreso tra 3 e 6, in uno o due appartamenti dello stesso stabile.

    A differenza del B&B, non è richiesta la residenza del titolare e l’attività può essere svolta tutto l’anno, senza periodi di chiusura obbligatoria. Dal punto di vista fiscale, invece, l’affittacamere è trattato come una vera impresa di servizi ricettivi.

    Obblighi comuni: SCIA, CIN, comunicazioni alla Questura e imposta di soggiorno

    Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto obblighi comuni a tutte le strutture che operano nel settore degli affitti brevi e dell’extra-alberghiero. Tra i principali:

    • SCIA: necessaria per B&B, case vacanze imprenditoriali e affittacamere. In alcune Regioni è richiesta anche per le locazioni turistiche organizzate in modo professionale.
    • CIN – Codice Identificativo Nazionale: dal 2025 tutte le strutture ricettive e le unità immobiliari destinate ad affitti brevi devono essere censite nella banca dati nazionale e riportare il codice in ogni annuncio online e offline.
    • Alloggiati Web: obbligo di comunicare i dati degli ospiti alla Questura entro 24 ore dall’arrivo, valido per B&B, case vacanze, affittacamere e locazioni turistiche organizzate.
    • Imposta di soggiorno: ove prevista dal Comune, deve essere riscossa dall’host e riversata secondo le modalità stabilite dal regolamento locale.

    Prima di aprire una struttura è quindi fondamentale verificare sia la normativa nazionale sia quella regionale e comunale, perché molti dettagli (numero massimo di camere, requisiti tecnici, limiti di durata, ecc.) cambiano da territorio a territorio.

    Confronto fiscale: come vengono tassati affitto breve, B&B, casa vacanze e affittacamere

    Le differenze tra affitto breve e B&B emergono in modo evidente sul piano fiscale. Qui il tema non è solo “quanto pago di tasse”, ma anche quale forma di gestione risulta più efficiente nel medio-lungo periodo.

    Affitto breve e casa vacanze non imprenditoriale

    Per le locazioni brevi e le case vacanze gestite in forma non imprenditoriale, l’opzione più utilizzata è la cedolare secca al 21% sul canone incassato (o aliquote ridotte in presenza di particolari condizioni previste dalla legge). In alternativa, il reddito confluisce nei redditi fondiari con tassazione IRPEF ordinaria.

    In questo scenario:

    • non è richiesta partita IVA;
    • gli adempimenti contabili sono ridotti al minimo;
    • restano però necessari i versamenti tramite ritenuta d’acconto per i canoni incassati tramite intermediari (es. piattaforme OTA).

    B&B non imprenditoriale

    Il B&B “puro”, a conduzione familiare e con attività limitata nel tempo, viene solitamente inquadrato come attività non imprenditoriale. I proventi sono tassati come redditi diversi, con la possibilità di dedurre i costi documentati secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

    Tuttavia, se il B&B cresce in dimensioni, numero di camere o continuità dell’attività, l’amministrazione finanziaria può richiedere l’apertura della partita IVA, con conseguente passaggio a un regime fiscale imprenditoriale.

    Casa vacanze e affittacamere in forma imprenditoriale

    Quando la casa vacanze o l’affittacamere vengono gestiti con partita IVA, si entra a pieno titolo nel mondo dell’impresa:

    • obbligo di fatturazione (e-fattura quando richiesta);
    • IVA, se dovuta, o eventuale accesso a regimi agevolati (forfettario, semplificato);
    • contributi previdenziali per il titolare o per la società;
    • adempimenti contabili periodici (registri, liquidazioni, dichiarazioni).

    Questa forma è più impegnativa, ma permette anche di strutturare l’attività, assumere personale, gestire più immobili e pianificare investimenti a medio-lungo termine in modo più professionale.

    Impatto finanziario: quale modello conviene davvero?

    Da un punto di vista finanziario, non esiste una soluzione “migliore in assoluto”. La scelta tra affitto breve, B&B, casa vacanze e affittacamere dipende da:

    • numero di immobili che si vogliono gestire;
    • tempo che il proprietario può dedicare all’attività;
    • livello di servizio che si intende offrire agli ospiti;
    • posizione dell’immobile e tipologia di domanda turistica.

    In linea generale:

    • l’affitto breve è spesso la soluzione più semplice per chi inizia con uno o pochi appartamenti e vuole ridurre al minimo burocrazia e costi fissi;
    • il B&B ha senso quando si desidera valorizzare la propria abitazione principale offrendo un’esperienza di ospitalità più personale, ma richiede presenza costante e gestione diretta;
    • case vacanze e affittacamere in forma imprenditoriale sono adatti a chi punta a costruire un vero business, con più camere e più immobili.
    Schema delle differenze fiscali e normative tra affitto breve e B&B, case vacanze e affittacamere
    Le differenze fiscali e normative influenzano la redditività e il rischio di ogni modello di ospitalità.

    Come scegliere tra affitto breve, B&B, casa vacanze e affittacamere

    Per scegliere in modo consapevole non basta guardare alle tasse: bisogna ragionare sul modello di business, sulla propria disponibilità di tempo e sul tipo di esperienza che si vuole offrire agli ospiti.

    1. Valuta il tuo punto di partenza
      Hai uno o più immobili? Vivi dentro la struttura? Vuoi gestire tutto da solo o appoggiarti a un’agenzia di gestione affitti brevi?
    2. Definisci il livello di servizio
      Vuoi offrire solo alloggio e autonomia totale (tipico di affitto breve e case vacanze) o puntare su accoglienza personalizzata, colazione e servizi extra (più vicino al modello B&B o affittacamere)?
    3. Considera gli obblighi di presenza
      Se non puoi garantire la presenza costante in struttura, il B&B potrebbe non essere la soluzione ideale. In questo caso, affitto breve e case vacanze con self check-in sono spesso più adatti.
    4. Proietta i numeri nel medio periodo
      Un modello imprenditoriale (affittacamere o casa vacanze in partita IVA) ha più costi fissi ma permette anche di scalare e aumentare i ricavi complessivi.

    Checklist pratica per mettersi in regola

    Per chi sta valutando di entrare nel mondo degli affitti brevi, ecco una checklist sintetica da cui partire:

    • verifica la destinazione d’uso dell’immobile e gli eventuali vincoli condominiali;
    • controlla la normativa regionale su B&B, case vacanze e affittacamere;
    • decidi se operare come privato o con partita IVA, confrontandoti con un commercialista;
    • predisponi le comunicazioni obbligatorie (SCIA, CIN, Questura, imposta di soggiorno);
    • definisci un regolamento interno per ospiti e fornitori di servizi (pulizie, lavanderia, ecc.);
    • valuta l’integrazione con sistemi di self check-in e domotica per ridurre tempi e costi di gestione.

    Se gestisci già un appartamento o più strutture e vuoi ottimizzare la redditività, puoi approfondire l’argomento nel blog di Affitto Breve BnB oppure contattarci direttamente dalla pagina Contatti per una consulenza personalizzata sulla soluzione più adatta al tuo caso.

    Risorse esterne per approfondire norme e tasse

    Per chi desidera approfondire ulteriormente le differenze tra B&B, case vacanze, affittacamere e locazioni turistiche, possono essere utili queste risorse:

    Tenere aggiornate le proprie conoscenze su normative e fiscalità è fondamentale per evitare errori costosi e sfruttare al massimo il potenziale del mercato degli affitti brevi.

  • EU Cities Mission Conference 2026 a Torino: un appuntamento decisivo per il futuro climatico dell’Europa

    EU Cities Mission Conference 2026 a Torino: un appuntamento decisivo per il futuro climatico dell’Europa

    La EU Cities Mission Conference 2026 porterà a Torino delegazioni da tutta Europa per discutere di neutralità climatica e innovazione urbana. Dal 27 al 29 maggio, alle OGR dal 27 al 29 maggio 2026, Torino accoglierà uno degli eventi più significativi dell’anno: la EU Cities Mission Conference, la conferenza europea dedicata alla trasformazione urbana, alla neutralità climatica e ai progetti strategici che guideranno le città del futuro.

    Si tratta di un’occasione di portata internazionale, che riunirà alle OGR – Officine Grandi Riparazioni centinaia di rappresentanti istituzionali, sindaci, ricercatori, aziende innovative e stakeholder provenienti da tutta Europa. L’obiettivo è chiaro: coordinare e accelerare il percorso verso città europee più sostenibili, digitali e resilienti.

    Torino non è stata scelta a caso. La città, infatti, fa parte delle 112 città europee selezionate dalla Mission “Climate-Neutral and Smart Cities” della Commissione Europea, un programma che sostiene e accelera il percorso verso la neutralità climatica entro il 2030. Con la conferenza del 2026, Torino si posiziona al centro del dibattito internazionale sulle politiche urbane e sull’innovazione green.

    Oltre alla conferenza, la città ospiterà anche altri eventi culturali e sociali, tra cui il concerto di Alice De André al Teatro Gioiello la sera del 27 maggio. La combinazione tra appuntamenti istituzionali e iniziative artistiche renderà quei giorni particolarmente vivaci, con un afflusso significativo di visitatori, delegazioni e cittadini interessati.


    Che cos’è la EU Cities Mission Conference?

    La EU Cities Mission Conference è l’appuntamento annuale dedicato alle città coinvolte nella Mission europea per la neutralità climatica. La Commissione Europea, tramite questo programma, affianca le città nella trasformazione dei settori chiave che incidono sulle emissioni: trasporti, energia, edilizia, gestione del territorio, economia circolare, innovazione sociale e digitale.

    La conferenza serve a:

    • condividere risultati, metriche e buone pratiche tra città europee
    • discutere strumenti finanziari, fondi europei e nuove opportunità
    • presentare progetti pilota e tecnologie innovative
    • creare reti di collaborazione per accelerare la transizione climatica
    • coinvolgere università, imprese, centri di ricerca e cittadini

    Torino, con le sue politiche climatiche avviate negli ultimi anni, si presenta come una piattaforma perfetta per ospitare questo confronto internazionale.


    Perché la conferenza è così importante per Torino

    Oltre al valore simbolico e politico, la EU Cities Mission Conference rappresenta per Torino un’occasione concreta di:

    1. Rafforzare il ruolo della città nel panorama europeo

    Essere tra le città ospitanti significa essere riconosciuti come territorio avanzato nelle politiche di sostenibilità, digitalizzazione e innovazione.

    2. Attrare investimenti

    Progetti europei, fondi per la riqualificazione energetica e nuove iniziative green possono trovare sede proprio a Torino, grazie alla visibilità ottenuta.

    3. Stimolare imprese e start-up

    La presenza di delegazioni internazionali crea opportunità di networking per aziende torinesi attive nei settori climatetech, mobilità, energie rinnovabili e soluzioni smart city.

    4. Coinvolgere università e centri di ricerca

    Politecnico e Università di Torino avranno spazio per presentare progetti, prototipi e soluzioni innovative.

    5. Valorizzare le OGR

    Le Officine Grandi Riparazioni si confermano come uno degli hub più dinamici d’Europa per eventi culturali, tecnologici e istituzionali.


    Cosa succederà dal 27 al 29 maggio 2026 alle OGR

    La conferenza sarà articolata in tre giornate principali, ciascuna con un focus tematico specifico.

    📅 27 maggio — Opening Day

    • Registrazione delegazioni
    • Sessione plenaria inaugurale
    • Presentazione dei progressi della Mission a livello europeo
    • Interventi di rappresentanti della Commissione Europea
    • Speech introduttivi sui nuovi obiettivi climatici 2030–2050

    Già durante la prima giornata è previsto un alto livello di attenzione mediatica, con copertura da parte di testate nazionali ed europee.

    📅 28 maggio — Workshop tematici

    Le città partecipanti saranno coinvolte in:

    • Transizione energetica e produzione rinnovabile
    • Mobilità sostenibile e trasporti zero-emission
    • Riqualificazione urbana e edilizia ad alte prestazioni
    • Soluzioni digitali per la gestione integrata dei dati
    • Coinvolgimento attivo dei cittadini nel percorso di neutralità
    • Economia circolare e gestione intelligente dei rifiuti

    Questo è il cuore operativo della conferenza, dove si condividono strumenti concreti e case study replicabili.

    📅 29 maggio — Site visits e networking

    I partecipanti potranno visitare:

    • Progetti pilota sulla mobilità elettrica a Torino
    • Aree urbane oggetto di rigenerazione green
    • Infrastrutture tecnologiche e digitali per lo smart data management
    • Impianti e micro-reti energetiche innovative
    • Interventi di riqualificazione energetica su edifici pubblici

    Le site visits sono uno dei momenti più apprezzati perché mostrano dal vivo ciò che la città sta realizzando.


    Un evento parallelo: il concerto di Alice De André

    La sera del 27 maggio 2026, mentre la conferenza vivrà la sua giornata inaugurale, Torino ospiterà un evento artistico di grande richiamo: il concerto “Alice non canta De André” di Alice De André, figlia del celebre cantautore Fabrizio De André.

    L’appuntamento è fissato al Teatro Gioiello, alle ore 21:00.

    Il contrasto tra un evento istituzionale internazionale e una performance musicale profondamente legata alla tradizione cantautorale italiana arricchisce ulteriormente l’offerta culturale torinese di quei giorni.

    Molti partecipanti alla conferenza potrebbero approfittare della serata per immergersi nella cultura locale, contribuendo a creare un’atmosfera vivace in città.


    Situazione attesa in città: turismo, mobilità e accoglienza

    La presenza simultanea di:

    • delegazioni europee
    • organizzazioni ambientaliste
    • aziende
    • ricercatori
    • cittadini interessati ai temi ambientali
    • pubblico del concerto

    porterà un afflusso importante nelle zone di:

    • Centro
    • San Salvario
    • Cit Turin
    • Lingotto / Nizza Millefonti (vicino alle OGR)

    È prevedibile un aumento della domanda di:

    • hotel e B&B
    • ristoranti
    • trasporti pubblici
    • taxi e servizi di mobilità condivisa
    • parcheggi nelle aree limitrofe

    Gli operatori del settore turistico faranno bene a prepararsi in anticipo, offrendo pacchetti dedicati e informazioni pratiche ai visitatori.


    EU Cities Mission Conference Torino 2026 - conferenza europea sulla neutralità climatica
    EU Cities Mission Conference Torino 2026 – conferenza europea sulla neutralità climatica

    Il ruolo dell’innovazione torinese nella transizione climatica

    Durante la EU Cities Mission Conference, Torino avrà l’opportunità di mostrare i propri progetti più avanzati, tra cui:

    • Sviluppo della mobilità elettrica e micro-mobilità
    • Reti energetiche intelligenti
    • Data platform urbane per la governance digitale
    • Progetti di forestazione urbana
    • Riqualificazione energetica degli edifici pubblici
    • Sperimentazioni su smart grids e comunità energetiche
    • HUB di innovazione e start-up a tema green

    Questi progetti dimostrano come Torino stia costruendo un percorso concreto verso la neutralità climatica, integrando tecnologia, sostenibilità e inclusione sociale.


    Cosa rappresenta la conferenza per i cittadini

    Anche se si tratta di un evento principalmente dedicato a istituzioni e professionisti, la conferenza avrà un impatto diretto sulle politiche pubbliche della città.

    Per i cittadini significherà:

    1. Nuove opportunità di lavoro nei settori green

    Competenze in energie rinnovabili, progettazione urbana, mobilità sostenibile e data analysis saranno sempre più richieste.

    2. Miglioramento della qualità della vita urbana

    I progetti presentati durante la conferenza avranno ripercussioni su:

    • qualità dell’aria
    • trasporti pubblici
    • spazi verdi
    • gestione energetica degli edifici
    • servizi digitali

    3. Maggiore consapevolezza ambientale

    Gli eventi aperti al pubblico, i talk e iniziative collaterali contribuiranno a sensibilizzare la cittadinanza sulla transizione climatica.


    Conclusione: Torino al centro della sfida climatica europea

    La EU Cities Mission Conference 2026 rappresenta un punto di svolta per Torino.
    Non è soltanto una conferenza: è un’occasione di visibilità internazionale, un acceleratore di innovazione e una chiamata all’azione verso un futuro più sostenibile.

    L’arrivo di delegazioni da tutta Europa confermerà il ruolo della città come laboratorio avanzato della transizione ecologica e digitale. Le OGR diventeranno il cuore pulsante del dibattito europeo sull’ambiente, mentre le iniziative culturali, come il concerto di Alice De André, arricchiranno il tessuto sociale e artistico della città.

    Torino, già impegnata nel percorso verso la neutralità climatica, avrà l’opportunità di mostrare i suoi progressi, confrontarsi con le altre città e progettare, insieme all’Europa, un nuovo modello urbano sostenibile.

    Per rimanere aggiornati sugli eventi che verranno aggiunti più vicino alla data, è consigliabile seguire i portali locali come TorinoToday e Torino Magazine, oltre ai canali ufficiali della Mission Europea.

     🔗 Risorse ufficiali e approfondimenti

    • Sito ufficiale della Missione – descrizione, obiettivi e modalità: “100 climate-neutral and smart cities by 2030” Research and innovation+1
    • Pagina con l’elenco delle “Mission Cities” selezionate (112 città al momento) netzerocities.eu+1
    • Il documento di presentazione / factsheet della Mission — “EU Missions to address climate change in cities and regions” (utile per contesto generale) APRE+1
    • Report sul meccanismo dei Climate City Contracts (i piani d’azione/investimento che le città firmano per partecipare alla Mission) netzerocities.app+1

    📄 Articoli e aggiornamenti recenti

    • Notizia del 15 ottobre 2025: la Mission supera il traguardo di 100 città “labelled”, con 103 città ora nel percorso verso la neutralità climatica entro 2030. Research and innovation+1
    • Articolo del maggio 2025: la Commissione europea assegna il “Mission Label” a 39 nuove città, con vantaggi in termini di accesso a fondi e strumenti per finanziare progetti green. Research and innovation+1
    • Panoramica di come la Mission intende unire sostenibilità, innovazione e governance urbana, sostenuta dal progetto NetZeroCities — organismo chiave per il supporto tecnico e strategico alle città. Climate KIC+1

    📚 Analisi, contesto e visione europea

    Studio accademico recente (2024) che analizza il percorso di decarbonizzazione — utile per comprendere rischi, sfide e misure concrete nell’ambito delle “smart & neutral cities”. ScienceDirect+1

    Documento di analisi che inquadra la Mission come pilastro dell’European Green Deal: l’importanza delle città per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione dell’UE. horizoneuropencpportal.eu+1

    Le nostre proposte di soggiorno: https://www.affittobrevebnb.it/appartamenti-2/

  • Salone Auto Torino 2025 – Il grande evento dedicato ai motori torna in città

    Salone Auto Torino 2025 – Il grande evento dedicato ai motori torna in città

    Dal 26 al 28 settembre 2025, il centro di Torino si trasformerà in una grande vetrina a cielo aperto per il mondo dell’automobile. Il Salone dell’Auto, giunto alla sua seconda edizione in questa nuova veste cittadina, porterà in scena modelli di oltre 40 marchi, tra auto, moto e veicoli del futuro.

    Cosa aspettarsi:

    • Esposizioni distribuite tra piazza Castello, piazzetta Reale, Giardini Reali, piazza San Carlo e piazza Vittorio Veneto
    • Test drive aperti al pubblico: auto elettriche e ibride da provare in piazza Castello, moto in piazza Vittorio
    • Incontri, presentazioni e talk dedicati al design, alla mobilità sostenibile e alle innovazioni del settore
    • Eventi speciali: Supercar Meeting a Venaria Reale (sabato 27 settembre) e Concorso d’Eleganza Festival Car (domenica 28 settembre)

    Un evento gratuito e accessibile a tutti, perfetto per appassionati, famiglie, professionisti del settore e semplici curiosi. Un’occasione per vivere Torino sotto una luce diversa, tra cultura, tecnologia e passione per i motori.

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  • Il Self Check-In è Conforme alla Legge: Cosa Significa per i Gestori di Strutture Ricettive

    Il Self Check-In è Conforme alla Legge: Cosa Significa per i Gestori di Strutture Ricettive

    Il Self Check-In è Legale: Cosa Dice la Sentenza

    Il 27 maggio 2025, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha accolto il ricorso presentato da FARE (Federazione Affitti Brevi) e altre associazioni del settore contro la circolare del Ministero dell’Interno di novembre 2024. Questa circolare imponeva l’identificazione in presenza (“de visu”) degli ospiti per le locazioni brevi, vietando l’uso di keybox e l’identificazione da remoto. Il TAR ha ritenuto tali misure sproporzionate e non previste dalla legge (art. 109 del TULPS), annullando quindi l’obbligo di identificazione fisica e il divieto implicito all’uso di metodi di verifica a distanza.


    Il Self Check-In è Legale in Italia?

    Sì, il self check-in è assolutamente legale, a condizione che vengano rispettati gli obblighi di identificazione. Non è più necessario identificare l’ospite di persona; l’identificazione può avvenire anche da remoto, utilizzando tecnologie appropriate. Tuttavia, l’obbligo di verificare l’identità degli ospiti rimane in vigore.


    Come Rispettare la Legge con il Self Check-In

    Per conformarsi alla normativa italiana (Art. 109 del TULPS), i gestori devono:

    • Verificare l’identità degli ospiti, che può avvenire anche da remoto attraverso strumenti tecnologici affidabili.
    • Registrare i dati degli ospiti nel portale Alloggiati Web della Polizia di Stato entro 24 ore dall’arrivo.

    È importante notare che le keybox installate in spazi pubblici restano vietate in alcune città, come Roma.


    Conclusione

    La recente sentenza del TAR del Lazio ha chiarito che il self check-in è legale in Italia, purché l’identificazione degli ospiti sia effettuata, anche da remoto, utilizzando tecnologie appropriate. I gestori di strutture ricettive possono quindi adottare sistemi di self check-in, garantendo al contempo la conformità alle normative vigenti.



  • Codice Identificativo Nazionale (CIN)

    Codice Identificativo Nazionale (CIN)

    Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) viene assegnato agli immobili destinati ad affitti turistici, brevi soggiorni, hotel e varie strutture extralberghiere come b&b, ostelli, agriturismi e affittacamere in Italia. Questo codice viene rilasciato dal Ministero del Turismo attraverso una procedura automatizzata, a seguito della richiesta del proprietario, che deve fornire i dati catastali e dichiarare il rispetto delle norme di sicurezza. Il CIN dovrà essere esposto all’esterno della struttura e su tutti gli annunci online, sia sui portali specializzati che su qualsiasi sito web dove la struttura è pubblicizzata.

    Il codice CIN è entrato in vigore il 4 settembre 2024. Entro 60 giorni, ossia fino al 2 novembre 2024, i proprietari dovranno adeguarsi alle nuove norme e richiedere il codice al Ministero. A partire da quella data, saranno avviati controlli e saranno applicate eventuali sanzioni.


    Differenza tra codice CIN e codice CIR


    Il Codice CIN sostituisce il precedente Codice CIR, mantenendo le stesse finalità. Il CIN ufficializza l’inizio dell’attività presso il Comune e garantisce la conformità alle normative vigenti. La principale differenza è che il CIN, oltre a rimpiazzare i codici regionali, consentirà di popolare una Banca Dati Nazionale con le informazioni relative a tutte le strutture ricettive e immobili turistici in Italia.


    Come ottenere il Codice CIN?


    Il codice CIN può essere ottenuto tramite una procedura online automatizzata fornita dal Ministero del Turismo.

    Per richiederlo, il proprietario deve accedere al portale ufficiale utilizzando SPID o la Carta d’Identità Elettronica (CIE). La domanda dovrà includere i dati catastali dell’immobile e un’autocertificazione che attesti la conformità alle norme di sicurezza.

    I locatori sono tenuti a esporre il Codice CIN:

    • All’esterno della struttura: deve essere visibile vicino al nome dell’immobile.
    • Negli annunci online: il codice deve essere inserito in tutti gli annunci pubblicati su piattaforme come Airbnb, Booking.com e siti di prenotazioni dirette, per garantire trasparenza e identificazione.


    Sanzioni per mancato possesso del codice CIN


    Se il Codice CIN non è presente, le multe variano da 800 € a 8.000 € per l’affitto o la pubblicità dell’immobile senza il codice. La mancata esposizione del codice all’esterno della struttura o sugli annunci online può comportare multe tra 500 € e 5.000 €. Queste misure sono pensate per garantire trasparenza durante la fase di prenotazione e ricerca online.

  • Cedolare secca su locazioni brevi

    Cedolare secca su locazioni brevi

    Circolare Agenzia Entrate 10/E Legge di bilancio 2024


    L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 10/E, ha fornito nuove istruzioni sulle locazioni brevi introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023, n. 213). Queste istruzioni includono nuove disposizioni per gli intermediari immobiliari e i gestori di portali telematici di locazioni, che dovranno applicare una ritenuta del 21% al momento del pagamento al locatore, indipendentemente dal regime fiscale del beneficiario. Il documento spiega anche come la Legge di Bilancio 2024 adegua la legislazione nazionale in base a una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 22 dicembre 2022 riguardante gli obblighi fiscali degli intermediari non residenti.

    Dal secondo immobile in locazione, l’aliquota della cedolare secca sale al 26%. Il proprietario può scegliere un immobile per ogni periodo d’imposta per applicare l’aliquota ridotta del 21%, indicando questa scelta nella dichiarazione dei redditi. La nuova aliquota del 26% si applica ai redditi di locazione maturati dal 1° gennaio 2024.

    Gli intermediari, inclusi i gestori di portali telematici, devono sempre trattenere il 21% del canone come ritenuta d’acconto al momento del pagamento al locatore, a prescindere dal regime fiscale di quest’ultimo. Il locatore calcolerà l’imposta dovuta, sottraendo le ritenute d’acconto, e pagherà il saldo entro la scadenza delle imposte sui redditi.

    Per gli intermediari residenti in un Paese dell’UE senza una stabile organizzazione in Italia possono adempiere direttamente agli obblighi o nominare un rappresentante fiscale in Italia. Gli intermediari extra-UE con una stabile organizzazione in un Paese UE devono adempiere agli obblighi tramite tale organizzazione, e in assenza di questa, nominare un rappresentante fiscale in Italia.


    Dettagli aggiuntivi:

    • La definizione di “locazioni brevi” include contratti fino a 30 giorni, stipulati da persone fisiche al di fuori di attività d’impresa, anche con servizi di biancheria e pulizia.

    • La normativa riguarda solo locazioni brevi di non più di quattro appartamenti per periodo d’imposta. Più di quattro unità indica un’attività imprenditoriale.

    • La nuova normativa è applicabile dal 1° gennaio 2024 e le disposizioni sulle ritenute sono state semplificate per evitare ulteriori adempimenti agli intermediari.


    In sintesi, la circolare stabilisce un aumento delle imposte sulle locazioni brevi e definisce chiaramente i nuovi obblighi per gli intermediari, con particolare attenzione agli intermediari non residenti, in conformità alle norme dell’Unione Europea.

  • Cedolare secca per partite IVA

    Cedolare secca per partite IVA

    Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha aperto nuovi scenari nell’ambito della tassazione degli affitti, suscitando grande interesse tra i proprietari e gli affittuari. La sentenza numero 12395 del 7 maggio 2024 ha chiarito aspetti cruciali riguardanti l’applicazione della cedolare secca, particolarmente per coloro che operano con Partita IVA. Vediamo cosa significa per gli affittuari e quali sono le implicazioni di questa decisione.

    Il cambiamento

    Contrariamente alle interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate, la Corte di Cassazione ha stabilito che le restrizioni sull’applicabilità della cedolare secca riguardano esclusivamente i locatori che svolgono attività d’impresa, non i conduttori che affittano nell’ambito della loro attività professionale. Questo significa che anche se il conduttore è una persona fisica che esercita un’attività d’impresa, può comunque beneficiare della tassazione agevolata.

    Questa decisione amplia significativamente il campo di applicazione della cedolare secca, offrendo maggiore flessibilità agli affittuari che operano con Partita IVA. Ora, coloro che affittano immobili a uso abitativo per i propri dipendenti, clienti o fornitori possono optare per questa forma di tassazione agevolata, senza dover affrontare le restrizioni precedentemente imposte dall’Agenzia delle Entrate.

    La pronuncia della Corte di Cassazione ha suscitato reazioni positive da parte di associazioni di categoria, come La Confedilizia, che da tempo sostenevano un’interpretazione meno restrittiva della normativa. Questo nuovo orientamento offre maggiore chiarezza e favorisce una maggiore equità nel trattamento fiscale degli affitti abitativi.

  • Prezzi folli per gli affitti brevi

    Prezzi folli per gli affitti brevi

    Da almeno un decennio i proprietari preferiscono affittare a brevi periodi ai turisti, e questo comporta per i residenti un impossibilità di trovare un appartamento in affitto nei centri storici nelle principali città d’arte, costringendoli a spostarsi nelle periferie.


    Il boom degli affitti brevi

    Il vantaggio degli affitti brevi per i proprietari è un maggiore incasso su base mensile e senza i vincoli di un contratto tradizionale, anche se rimangono a loro carico i costi delle utenze e la tassa sui rifiuti. Se nel 2011 gli annunci extra-alberghieri non superavano le 20 mila unità, nel 2023 sono saliti a 700 mila, per un fatturato che si aggira sui 10-11 miliardi di euro. In questo mercato l’Italia è la terza piazza, dopo Stati Uniti Francia.

    I contratti per gli affitti breve sono stipulati generalmente dalle stesse piattaforme (Airbnb, Booking, VRBO) che pubblicando gli annunci fanno incontrare domanda e offerta. Per la prestazione si trattengono una percentuale sull’affitto che oscilla tra il 14 e il 18%.

    Fonte: Centro Studi AIGAB


    Tassa di soggiorno, cedolare secca ed evasione fiscale

    Tutti i gestori di appartamenti per ogni ospite che accoglie all’interno del suo appartamento, deve:

    • far pagare la tassa di soggiorno
    • comunicare alla questura competente i dati degli affittuari

    I privati che amministrano fino a quattro appartamenti possono usufruire del regime della cedolare secca e tutti, piattaforme e gestori professionali, devono applicare una ritenuta d’acconto del 21%. Per quel che riguarda i privati a marzo scorso, durante un’audizione in Senato, Federalberghi, che da anni accusa le piattaforme digitali di concorrenza sleale, ha denunciato come lo Stato nel 2022 abbia recuperato dalla cedolare secca sugli affitti brevi appena 80 milioni di euro.
    Secondo Marco Celani, presidente del Centro Studi Aigab che raccoglie i principali gestori professionali del settore, già oggi le finanze pubbliche dovrebbero essere in grado di raccogliere circa 1 miliardo di euro dalla cedolare secca.

    Le città turistiche italiane

    Il movimento “Alta tensione abitativa” e lo studio del professor Celata dell’Università La Sapienza hanno analizzato l’aumento degli affitti brevi che ha causato un espansione dei costi delle locazioni e una riduzione della disponibilità di abitazioni affittate per i tradizionali 4 anni. Ciò ha spinto verso le periferie residenti e studenti. A Roma, la popolazione residente è diminuita nelle zone del centro storico e di Trastevere, dove si concentra la maggioranza delle abitazioni in affitto breve, e cresciuta in periferia.

    In base ai dati Aridna di aprile 2023 possiamo notare l’aumento delle abitazioni per gli affitti brevi:

    • Milano erano 17.319 abitazioni, ora il 63% sono affittate a 180€/notte.
    • Roma erano 19.777 abitazioni, ora l’88% sono affitatte a 190€/notte.
    • Firenze l’87% degli appartamenti è affittato a 192€/notte;
    • Napoli il 77% degli appartamenti è affittato a 120€/notte;
    • Torino il 65% degli appartamenti è affittato a 98€/notte;
    • Bologna il 75% degli appartamenti è affittato a 128€/notte;
    • Verona il 67% degli appartamenti è affittato a 163€/notte.
    • Venezia è la più costosa: 7.203 abitazioni, affittate l’83% a 212€/notte.

    Prezzi +30% in tutte le città, +50% a Venezia e Roma, +60% a Firenze e Napoli rispetto al 2019.
    I sindaci di 13 città italiane tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Trieste, Padova, hanno infatti chiesto una legge nazionale che regolamenti il mercato degli affitti brevi. Nell’elenco non figura Venezia che già oggi può limitare il numero di immobili in affitto attraverso le piattaforme digitali.


    Cosa accade in Europa

    In molte città europee sono state imposte alcune misure di regolamentazione per gli affitti brevi particolarmente ricorrenti e rilevanti, tra cui:

    • Time cap, ovvero il tetto massimo di giorni di affitto all’anno.
      Per Amsterdam il soggiorno breve è limitato da un minimo di 7 giorni e un massimo di 30;
      Per Copenaghen il soggiorno breve è limitato da un minimo di 7 giorni e un massimo di 70;
      Per Londra e Berlino il soggiorno breve è limitato da un minimo di 7 giorni e un massimo di 90;
      Per Bruxelles il soggiorno breve è limitato da un minimo di 7 giorni e un massimo di 120;
    • Autorizzazione dei condomini ad Amsterdam, Barcellona, Parigi, Vienna, Bruxelles, Madrid.
    • Zonizzazione, ovvero il divieto di affitti brevi in alcuni quartieri, sono previste multe salatissime per chi sgarra. A Parigi Airbnb è stata condannata nel 2021 a pagare 8 milioni di euro al Comune per aver pubblicato sulla piattaforma mille annunci di locazioni non registrate.


    L’intervento del governo italiano

    Il Ministero del Turismo guidato da Daniela Santanchè ha realizzato un disegno di legge per dare nuove regole al settore degli affitti brevi. Il tentativo è quello da un lato di proteggere il settore alberghiero e dall’altro di aiutare i sindaci e le città più turistiche a controllare meglio il flusso turistico.

    Il disegno di legge del Ministero del Turismo impone alcune limitazioni, tra cui la permanenza minima di due notti che farà così dirottare quella fetta di mercato che cerca alloggi per una sola notte, sulle strutture alberghiere. Inoltre chi affitta più di 4 appartamenti dovrà presentare una comunicazione di inizio attività per una categoria economica specifica di locazione turistica. Un altro punto importante è l’introduzione di un codice identificativo nazionale da inserire nei portali web come Airbnb e Booking ma anche sulla porta di casa. In assenza del codice la sanzione prevista è tra i 3 mila e i 5 mila euro. Questo codice nazionale andrà a sostituire quello regionale e aumenterà la trasparenza, senza il codice non si potrà mettere l’annuncio su Airbnb. Il codice sarà obbligatorio anche per le agenzie turistiche online. La misura del soggiorno minimo di due notti è rivolta ai comuni ad alta densità turistica oltre che nei centri storici delle 14 città Metropolitane. Sono esclusi i comuni sotto i 5 mila abitanti e i nuclei familiari composti da un genitore e tre figli.

  • Il mercato degli affitti brevi in Italia 2022

    Il mercato degli affitti brevi in Italia 2022

    I dati di AIRDNA sull’andamento mensile del mercato per l’Italia, da gennaio 2019 fino a maggio 2022, confermano numeri in crescita che superano quelli del 2019. Anche chi conosce bene il mercato del turismo e le sue dinamiche è stato sorpreso dalla rapidità con cui il settore è ripartito.

    Solo a fine gennaio 2022,  stavamo vivendo il picco della pandemia, da quel momento le persone hanno cominciato a muoversi non solo per turismo, ma anche per lavoro, business e motivi familiari. Motivazioni di soggiorno che sono intercettate appieno dal settore degli affitti brevi.

    A giugno 2022, inoltre, il mercato italiano dello short term rental ha registrato una crescita dell’87,9% delle notti prenotate rispetto a giugno 2021, con la Croazia in testa alla top-20 (+131,8%). In termini di offerta si è avuta una crescita YoY del 15,4% degli annunci disponibili sul territorio italiano, anche se rispetto a giugno 2019 l’offerta italiana (-16,2%) deve ancora recuperare al ritmo della domanda (+6,8%). Questo sta portando la crescita del tasso di occupazione ad essere la più forte tra i primi 20 paesi europei, + 12,9% rispetto a giugno 2019. E le tariffe medie giornaliere continuano ad aumentare rispetto allo scorso giugno, + 5,4 in Italia.

    L’Italia quindi è uno dei primi 4 paesi del turismo europeo, e tra quelli che faranno meglio non solo dello scorso anno, ma persino del 2019 che è il parametro di riferimento.