Novità sull’imposta di soggiorno a Torino nel 2026: cosa cambia e come incide sul turismo

Aumento delle tariffe: una stangata per il 2026

Nel 2026 a Torino l’imposta di soggiorno subirà un aumento deciso rispetto agli anni precedenti. La delibera comunale approvata dal Consiglio comunale prevede un incremento delle tariffe applicate ai visitatori che pernottano nelle strutture ricettive della città, comprese alberghi, residenze turistico-alberghiere e bed & breakfast. In media, la tassa sarà maggiorata di circa 70-80 centesimi a notte per la maggior parte delle categorie.

Questo adeguamento mira a generare maggiori entrate per il Comune — si prevede infatti che l’aumento porti a circa 3,7 milioni di euro di entrate extra nel 2026 — risorse che potranno essere destinate a progetti turistici, servizi urbani e miglioramenti infrastrutturali legati all’accoglienza.

Tariffe più alte per affitti brevi e Airbnb

Una delle novità più discusse riguarda chi gestisce alloggi in locazione breve (come Airbnb, Booking e simili). Per queste tipologie di strutture, l’imposta di soggiorno aumenterà in modo più consistente rispetto agli hotel tradizionali. In base alla delibera, gli host dovranno applicare una tassa di 3,80 € al giorno per persona, un rialzo sostanziale rispetto agli 2,30 € precedenti.

Questa decisione ha già suscitato proteste da parte di proprietari e gestori, che evidenziano come l’aumento possa gravare significativamente sulle famiglie in visita o su chi soggiorna più notti nella città.

Nuova regola sul limite di pernottamenti

Un’altra importante modifica riguarda il calcolo dei pernottamenti soggetti all’imposta. In passato il limite veniva considerato su base trimestrale, il che poteva risultare penalizzante per chi rimanesse in città per lavoro o per periodi prolungati. La nuova normativa comunale invece prevede che il limite massimo di notti tassabili sia calcolato su base annuale, favorendo così soggiorni più lunghi senza incorrere in una tassazione aggiuntiva.

Impatto su turisti e settore alberghiero

  • Per i visitatori: l’aumento dell’imposta significa che soggiornare a Torino nel 2026 costerà di più, soprattutto per chi alloggia in case vacanza o in strutture extralberghiere.
  • Per gli alberghi: l’incremento maggiore per i bed & breakfast e gli affitti brevi può influire sulle scelte dei viaggiatori e sulla competitività di Torino rispetto ad altre città italiane.
  • Per gli host privati: la reazione è contrastata, con alcuni operatori che giudicano l’aumento sproporzionato, soprattutto per soggiorni di più giorni consecutivi.

Perché l’aumento è stato deciso

Secondo l’Amministrazione comunale, l’incremento dell’imposta di soggiorno nel 2026 serve a sostenere investimenti strategici legati al turismo, alla valorizzazione culturale e alla manutenzione dei servizi cittadini. L’obiettivo è utilizzare i maggiori introiti per migliorare l’esperienza dei visitatori e rafforzare l’offerta turistica di Torino come destinazione di rilievo.

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