La cedolare secca è un regime fiscale facoltativo in cui il reddito locativo è tassato ad un’aliquota fissa.
In alternativa, tale aliquota fissa può costituire un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle ulteriori imposte che si applicano ai redditi da locazione.
Inoltre, a fronte dei contratti per i quali è stata esercitata l’opzione flat tax, non sono dovuti i pagamenti dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, normalmente dovuti in caso di registrazioni, risoluzione o prolungamento dei contratti di locazione.
Dal 21% al 26%
Dal 1° gennaio 2024 i proprietari di immobili locati con affitto breve o turistico dovranno pagare tasse più alte. Lo prevede la manovra 2024 in cui il Governo chiede un aumento dell’aliquota secca sulle locazioni brevi dal 21% al 26%.
Inoltre, lo scopo è regolamentare gli obblighi di pagamento dei portali di intermediazione immobiliare. Il primo disegno di Legge di Bilancio è stato presentato parallelamente alla sentenza n. 9188/2023 della Sezione IV del Consiglio di Stato ha lo scopo di stabilire l’obbligo per Airbnb di riscuotere e versare all’Erario la ritenuta alla fonte sugli affitti a breve termine.
L’aumento al 26% di cedolare secca sugli importi lordi, peserà non poco, tenendo conto che dal secondo anno di attività, un gestore di locazione breve, è tenuto a versare l’ammontare annuo entro giugno e riversare entro novembre l’acconto per i redditi presunti dell’anno successivo.
In questo contesto, occorre ricordare che dal 2021, la cedolare secca è prevista solo se si destinano a questa finalità al massimo quattro appartamenti. Oltre questa soglia, l’attività si considera svolta in forma imprenditoriale. Il ddl/dl di settembre riduce il tetto a due case: da tre si deve aprire la partita Iva.
Il decreto legge
Il governo intende garantire una regolamentazione uniforme degli affitti turistici a livello nazionale, ma anche per contrastare il lavoro nero e sommerso.
La disposizione prevede che nei principali comuni delle città metropolitane, il contratto di locazione per finalità turistica relativo ad uno o più immobili residenziali non debba avere una durata inferiore a 2 notti, a meno che non sia un nucleo familiare con almeno tre figli.
Il Ministero del Turismo non si limiterà ad assegnare a ciascuna struttura un codice identificativo nazionale, che si otterrà presentando una specifica richiesta in formato elettronico. Il locatore deve essere già munito di codice identificativo regionale rilasciato dalla regione di appartenenza o di codice identificativo rilasciato dal comune di appartenenza.
Infine, come già accennato, i proprietari di più di due case in affitto dovranno aprire una partita IVA per poter proseguire l’attività.
